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Alcool, Lavoro e Leggi

Alcool, Lavoro e Leggi

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha varato Il "Piano d'Azione Europeo per la Salute". Tra i suoi "Obiettivi Generali" si evidenzia la necessità di "Ridurre i rischi di problemi alcolcorrelati che possono verificarsi in una serie di ambienti quali la casa, il luogo di lavoro, la comunità o ambienti in cui l’alcool viene consumato." Un obiettivo ambizioso e lungimirante, che mira a ridurre drasticamente anche le conseguenze che queste dipendenze generano.

La legge quadro 125/01 denominata "Legge Quadro in materia di alcol e problemi alcol correlati" all’art.15 stabilisce la pericolosità dell’alcol rispetto alla salute e all’incolumità dei lavoratori e ne stabilisce il divieto di consumo in quelle attività che sono riconosciute a elevato rischio di infortunio.

Il successivo decreto di regolamento e le leggi del 2003 indicano le categorie di lavoratori per cui vige il divieto di assunzione e somministrazione di alcol. Il DLGS 81/08 richiede i controlli.

Il tema dell'alcool ha un'ampia rispondenza sul piano della normativa nazionale. Il Codice Penale, ad esempio, regolamenta non solo la somministrazione delle bevande ma anche l'aspetto della imputabilità dello stato di ebbrezza. Qui di seguito presentiamo alcuni articoli del Codice Penale tra i più significativi.

 

Alcool, Lavoro e Leggi - Art. 94 C.P. - Ubriachezza Abituale.

La norma stabilisce che lo stato di ubriachezza abituale è considerata un'aggravante nel caso venga commesso un reato.

 

Alcool, Lavoro e Leggi - Art. 94 C.P. - Art.688 C.P. - Ubriachezza.

La legge punisce con un'ammenda (da €. 51,00 a €. 309,00) chiunque sia colto in stato di ubriachezza manifesta in luogo pubblico o aperto al pubblico. La pena viene aumentata se l'ubriachezza è abituale.

 

Alcool, Lavoro e Leggi - Art. 689 C.P. - Somministrazione di Bevande Alcoliche a Minori o a Infermi di Mente.

Alcool, Lavoro e LeggiLa norma prevede il divieto, da parte di un esercente di un locale pubblico, di somministrare bevande alcoliche ai minori di 16 anni o a persone che appaiono in condizioni mentali tali da pregiudicare le loro capacità di intendere e di volere. La violazione di tale norma è punita con la pena pecuniaria da €. 516,00 a €. 2.582,00 o con la pena della permanenza domiciliare da 15 a 45 giorni o quella del lavoro di pubblica utilità da 20 giorni a 6 mesi; la pena è aumentata se dal fatto deriva ubriachezza.

La condanna comporta inoltre la sospensione dell'esercizio.
Nel regolamento per l'esecuzione del T.U.18 giugno 1931, n. 773 delle Leggi di pubblica sicurezza (R.D. 1940 n:635), l'articolo 188 prevede inoltre che i minori di 18 anni non possano essere adibiti alla somministrazione di bevande alcoliche negli esercizi pubblici.

 

Alcool, Lavoro e Leggi - Art. 690 C.P. - Determinazione in Altri dello Stato di Ubriachezza.

E' punibile (pena pecuniaria da €. 258,00 a €. 2.582,00) chiunque provoca ad altri, in luogo pubblico o aperto al pubblico, uno stato di ubriachezza somministrando bevande alcoliche.

 

Alcool, Lavoro e Leggi - Art. 691 C.P. - Somministrazione di Bevande Alcoliche a Persone in Stato di Manifesta Ubriachezza.

La norma prevede la punibilità (pena pecuniaria da €. 516,00 a €. 2.582,00 o la pena della permanenza domiciliare da 15 a 45 giorni oquella del lavoro di pubblica utilità da 20 giorni a 6 mesi) di chiunque somministra bevande alcoliche ad una persona in stato di ubriachezza; se il colpevole è un esercente di un locale pubblico è prevista la sospensione dell'esercizio.

 

Alcool, Lavoro e Leggi - Legge n° 214 del 1 Agosto 2003.

Converte in legge il decreto legge 27 giugno 2003 n° 151, recante modifiche e integrazioni al Codice della Strada, ha introdotto l'articolo 6-bis che prevede il divieto di somministrazione di bevande superalcoliche (superiori a 21°) negli esercizi commerciali con accesso sulle autostrade.

Gran parte delle norme vietano solo la somministrazione diretta delle bevande alcoliche, ma non esiste finora nessuna disposizione che regolamenti la vendita. Questo significa, ad esempio, che ad un minore di 16 anni per legge non può essere servito un bicchiere di vino, ma può liberamente acquistarne una bottiglia intera in un supermercato.

 

Alcool, Lavoro e Leggi - Alcool e guida.

La guida in stato di ebbrezza costituisce reato, sanzionato dall'art. 186 del Decreto Legislativo n.285 del 1992 del Codice della Strada e successive modificazioni. Il tasso alcolemico nel sangue che determina lo stato di ebbrezza è superiore a 0,5 grammi per litro.

L'art. 186 stabilisce che: è VIETATO guidare in stato di ebbrezza in conseguenza dell'uso di bevande alcoliche.

Le sanzioni previste per la guida in stato di ebbrezza, elencate nel comma 2 art.186, sono state recentemente inasprite dal Decreto Legislativo 3 Agosto 2007 n.117, recante "Disposizioni urgenti modificative del Codice della Strada per incrementare i livelli di sicurezza nella circolazione", al fine di contenere il crescente tasso di incidentalità sulle strade.


Tali sanzioni introducono una differenziazione dei livelli di alcolemia riscontrata nel sangue:

  • tasso alcolemico superiore a 0,5 g/l ma inferiore a 0,8 g/l: è prevista un'ammenda da € 500 a € 2.000, e la sospensione della patente da tre a sei mesi;
  • tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l ma inferiore a 1,5 g/l: è prevista un'ammenda da € 800 a € 3.200, l'arresto fino a sei mesi e la sospensione della patente da sei a dodici mesi;
  • tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l: è prevista un'ammenda da € 1.500 a € 6.000, l'arresto da tre mesi ad un anno e la sospensione della patente da 1 a 2 anni.

Alla sospensione della patente segue l'obbligo da parte del conducente di sottoporsi a visita medica entro 60 giorni, scaduti i quali il prefetto può disporre la sospensione fino all'esito della visita medica. Tale provvedimento è sempre previsto se il conducente ha un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro.

Per quanto riguarda l'assunzione o l'abuso di alcool e la normativa sul lavoro, la legge italiana (art. 42 del DPR n. 303 del 19 marzo 1956) stabilisce il divieto di somministrare bevande alcoliche all'interno delle aziende, ad eccezione di modiche quantità nelle mense durante l'ora dei pasti.

L'articolo 94 del TULPS (Testo Unico Leggidi Pubblica Sicurezza) R.D. 18 giugno 1931 n. 773 vieta la vendita di bevande superalcoliche (con gradazione superiore a 21°) nelle cantine delle caserme e negli spacci di cibi e bevande esistenti negli stabilimenti dipendenti dalle pubbliche amministrazioni.

L'articolo 2 della L.N. 1602 del 1962 stabilisce l'inidoneità permanente del personale marittimo ad essere reimbarcato in presenza di problematiche alcolcorrelate.

La legge 626 del 17 settembre 1994, tutelando i lavoratori dai rischi connessi all'attività lavorativa, prevede che i datori di lavoro applichino tutte le misure necessarie per garantire la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Tenendo conto delle alterazioni psicofisiche che l'alcool determina in chi lo assume, è chiaro che sia il datore di lavoro che ogni lavoratore dovrebbero vigilare affinchè a causa del consumo di alcolici, non si generino situazioni di grave rischio per l'incolumità propria ed altrui.

L'articolo 15 (Disposizioni per la sicurezza sul lavoro) della Legge Quadro in materia di alcool e problemi alcolcorrelati n.125 del 30 marzo 2001 prevede il divieto di assunzione e somministrazione di qualsiasi bevanda alcolica nelle attività lavorative soggette ad elevato rischio di infortunio o rivolte a garantire la sicurezza, l'incolumità o la salute di altri. Successivamente, con provvedimento del 16 marzo 2006, è stato emanato un decreto attuativo che individua dettagliatamente quali siano le categorie di lavoratori a cui la norma precedente fa riferimento.

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